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Cittadinanza

 

Cittadinanza

La cittadinanza italiana si basa sul principio dello ius sanguinis (diritto di sangue), per il quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano; tuttavia è da tener presente che la madre cittadina trasmette la cittadinanza ai figli minori solo a partire dal 01.01.1948 per effetto di una specifica sentenza della Corte Costituzionale.

Attualmente la cittadinanza italiana è regolata dalla legge n. 91 del 05.12.1992 che, a differenza della legge precedente, rivaluta il peso della volontà individuale nell’acquisto e nella perdita della cittadinanza e riconosce il diritto alla titolarità contemporanea di più cittadinanze, fatte salve le diverse disposizioni previste da accordi internazionali.

E' possibile ottenere informazioni più dettagliate nella pagina dedicata alla cittadinanza sul sito istituzionale della Farnesina.

Domande di riconoscimento della cittadinanza italiana: percezioni consolari
Con la conversione in legge del D.L. 24 aprile 2014, n. 66, è stato introdotto nella Tabella dei diritti consolari, l'art. 7-bis: "Diritti da riscuotere per il trattamento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne: euro 300,00". Tali diritti andranno riscossi obbligatoriamente, a partire dall’8 luglio 2014, al momento della presentazione della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana da parte di persona maggiorenne. Saranno tenuti al pagamento della percezione tutti i soggetti maggiori di anni 18 che chiedano per sé il riconoscimento della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo: in primo luogo iure sanguinis, ma anche nelle altre ipotesi di attribuzione ope legis della cittadinanza (iure matrimonii, in caso di straniera coniugata con italiano prima del 27.04.1983 e ove alla stessa non sia già stato riconosciuto il possesso della cittadinanza tramite, per esempio, il rilascio di passaporto, di carta di identità o iscrizione in AIRE anteriormente al 08/07/2014, ovvero iuris communicatione in caso la domanda sia presentata nella maggiore età del figlio). Nel caso in cui, invece, le istanze o dichiarazioni siano finalizzate all'elezione, acquisto, riacquisto o concessione della cittadinanza, queste sono soggette al pagamento del contributo di 200,00 euro previsto dall'art. 9 bis della L. 91/1992 e tale importo continuerà ad essere versato direttamente sull’apposito conto del Ministero dell’Interno. Restano esenti da contributi e diritti, invece, tutte le richieste di riconoscimento di cittadinanza – a qualsiasi titolo e comunque conseguita – presentate a nome di minorenni.


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