Brevi cenni storici sull’Indonesia
La Repubblica d’Indonesia – oltre 17000 isole che si estendono lungo la linea equatoriale per circa 5000 chilometri - corrisponde agli ex-possedimenti coloniali olandesi nel sud-est asiatico. Nel 1799, dopo il fallimento della Compagnia delle Indie Orientali Olandesi, tali territori caddero sotto l’amministrazione del governo dell’Aja per il tramite di un Governatore residente a Batavia. Alla progressiva affermazione del dominio olandese corrispose, dapprima, l’indebolimento dei numerosi potentati locali (progressivamente convertitisi dall’induismo e buddismo all’Islam); poi, la nascita del movimento nazionalista pan-indonesiano, che si affermò principalmente nelle aree urbane e registrò il suo apogeo durante l’occupazione giapponese delle Indie Orientali Olandesi del 1942. Soekarno e Mohammad Hatta proclamarono l’indipendenza il 17 agosto 1945, mentre la parte occidentale di Papua venne incorporata dall'Indonesia nel 1969 col nome Irian Jaya. Dal 1975 al 2002 l’Indonesia ha occupato gli ex possedimenti portoghesi di Timor Est, divenuti indipendenti a seguito di referendum.
Al Presidente Soekarno successe il Gen. Soeharto, che limito’ le libertà civili, eliminò gli oppositori politici ed instaurò un regime dittatoriale durato oltre 32 anni.
La grave crisi economica nel sud-est asiatico del 1997 portò alla caduta di Soeharto; a questi sono succeduti il suo vice, Habibie, e poi il Presidente eletto Wahid. Nel 2001 Wahid fu sottoposto a procedura di “impeachment” e gli successe la Vice Presidente Megawati, figlia di Soekarno. Ella ha guidato il Paese fino all’ottobre 2004, allorché le prime elezioni presidenziali a scrutinio universale diretto hanno visto l’affermazione di Susilo Bambang Yudhoyono, gia’ Ministro per gli Affari Politici e di Sicurezza durante l’Amministrazione Megawati.
Il Presidente Yudhoyono e' stato riconfermato per un ulteriore mandato al primo turno delle elezioni presidenziali svoltesi l'8 luglio 2009, risultando vincente rispetto agli altri due candidati Megawati e Kalla (attuale vice-Presidente e leader del partito Golkar). Si prospetta dunque la continuazione della sua linea politica, volta a contrastare il diffuso fenomeno della corruzione, a rilanciare il piano di infrastrutture e a sostenere la crescita economica del Paese.